Il presidente Fundarò: “La fine della pandemia e l’inizio del periodo estivo comportano l’esigenza di sentirsi meglio con sé stessi e con gli altri, per questo la richiesta di trattamenti di medicina estetica tende ad aumentare perché oltre al miglioramento estetico comportano anche un ulteriore benessere psico-fisico”

Non solo persone belle, ma soprattutto sane e serene. E’ l’obiettivo a cui punta la medicina estetica che tratta gli inestetismi dell’invecchiamento cellulare e cutaneo non soltanto dal punto di vista estetico, ma in quanto elementi del più generale benessere psico-fisico dell’individuo. Un’attenzione particolare di cui le persone hanno bisogno ora più che mai, non soltanto in vista dell’estate e della voglia di ‘scoprirsi’, ma anche per archiviare i mesi bui della pandemia.

“La finalità della medicina estetica – commenta il presidente Aiteb, Salvatore Piero Fundarò – è non puramente estetica, anzi si basa sul fatto che il trattamento estetico va a determinare un miglioramento della condizione psicologica del paziente. Ricordo che essendo trattamenti fatti da un medico hanno sempre una finalità medica, e non possono avere una finalità puramente estetica. Quello che noi facciamo, quindi, sono trattamenti che vanno a soddisfare prima di tutto le esigenze psicologiche del paziente che ritrova così una condizione di benessere insieme al miglioramento di difetti congeniti o correlati con l’invecchiamento. La fine della pandemia e l’inizio del periodo estivo comportano l’esigenza di sentirsi meglio con sé stessi e con gli altri, per questo la richiesta di trattamenti di medicina estetica tende ad aumentare perché oltre al miglioramento estetico comportano anche un ulteriore benessere psico-fisico”.

La medicina estetica dunque propone una visione della salute in una concezione moderna, che non è la sola assenza di sintomi, ma un più complesso equilibrio fondato sul benessere sia fisico che psicologico. In quest’ottica è chiaro che la correzione di un inestetismo fisico può contribuire alla serenità di un individuo e aiutarlo a sentirsi a proprio agio con sé stesso. “Questo – aggiunge – è un aspetto particolarmente vero con la tossina botulinica che, utilizzata nel trattamento dei muscoli corrugatori del sopracciglio, ha un indubbia azione migliorativa sull’umore ed un effetto antidepressivo. Al di là del miglioramento delle rughe mimiche del volto il paziente riceve anche un miglioramento sull’umore. A riprova della sua funzione antidepressiva posso aggiungere che è in fase sperimentale l’utilizzo della tossina botulinica per la cura della depressione”.