Il trattamento con tossina botulinica del muscolo massetere è tra i più interessanti a livello internazionale. L’argomento è stato trattato in maniera approfondita nel corso del congresso internazionale organizzato da Aiteb  “Botulinum Toxin: the best from the world” dello scorso 23 e 24 ottobre che ha visto la partecipazione di esperti da tutto il mondo.  

Le relazioni dei dottori  De Boulle e Trevidic, oltre a sottolineare l’importanza clinica nella terapia del bruxismo, hanno  posto l’accento sull’intervento di modifica del profilo del volto. E’ infatti possibile ottenere, riducendo il volume del muscolo massetere, un viso maggiormente affusolato là dove l’allargamento mandibolare legato ad una ipertrofia del massetere stesso provoca disarmonia del volto ed evidente inestetismo, sia esso legato ad una modificazione mono o bilaterale. 

Concordi sul trattamento, sia per quanto riguarda la topografia dei punti di inoculo che per le unità necessarie, ciascuno dei relatori ha tenuto a specificare che, nella riuscita del trattamento senza spiacevoli effetti collaterali –  peraltro comunque transitori e nella maggior parte dei casi correggibili – è di assoluta importanza la profondità degli inoculi. Le caratteristiche del massetere implicano uno studio della sua “tridimensionalità”, ottenibile sia mediante la palpazione che attraverso una ecografia, proprio per aumentare precisione ed efficacia del trattamento. Una delle conseguenze più frequenti e sgradevoli, infatti, risulta essere l’interessamento del risorio, con conseguente asimmetria del sorriso, evidente soprattutto se monolaterale.

Emerge con forza , da parte di tutti gli esperti, l’importanza dello studio dell’anatomia, sia topografica che funzionale, che resta l’unico modo per consentire al trattamento con la tossina botulinica di essere preciso, efficace, duraturo ed esente da effetti collaterali che, pur localizzati e transitori, possono risultare molto sgradevoli per il paziente e, di conseguenza, per il medico che esegue il trattamento.