Il confronto tra esperti da tutta Europa conferma una tendenza comune: richiesti più trattamenti in un’unica sessione

Nuove tendenze nei trattamenti di medicina estetica sono emerse durante il lockdown nei paesi europei. E’ quanto è stato evidenziato in una delle due sessioni europee dell’International Web Congress “Botulinum Toxin: the best from the world” dello scorso 23 e 24 ottobre, che ha visto la partecipazione di esperti da tutto il mondo. L’ impatto della pandemia sull’attività di medicina estetica è stato oggetto di un confronto aperto tra medici di Francia, UK, Belgio, Germania, Italia

In quasi tutti i paesi la tendenza è stata comune: al calo degli interventi in clinica, legato all’altissima pressione che le strutture ospedaliere stanno subendo a causa della pandemia, si registra un aumento nell’utilizzazione esponenziale di siringhe di filler e fiale di botulino. Molto hanno pesato anche le nuove modalità di socializzazione e lavoro, che vedono aumentare l’uso della webcam. Come ha evidenziato Patrick Trevidic, dalla Francia: “La pandemia Covid 19 ha aumentato di molto l’utilizzo di ZOOM e altre piattaforme per meeting e conference call.  I pazienti si vedono più spesso inquadrati in primo piano, spesso distorti dalle webcam che mettono in evidenza i difetti del volto. Da qui,  maggiori richieste di correzione con trattamenti mininvasivi”.

In Belgio, ha spiegato Koenraad De Boulle,   il lockdown è durato da marzo a giugno. “Dalla riapertura, c’è stato un aumento notevole delle richieste di trattamento ed inoltre si è notato la richiesta di più trattamenti in un’unica seduta per timore di un nuovo lockdown. Non solo, quindi, un aumento della richiesta, ma anche una modifica della tipologia con un trattamento combinato di diverse metodiche in un’unica sessione”.

In Germania, ha raccontato Patricia Ogilvie,  il lockdown è stato più leggero per cui l’attività non è mai stata sospesa del tutto. “L’aumento di richieste non è stato pertanto così evidente come in altri paesi europei, anzi i trattamenti estetici non venivano più considerati prioritari. Si è invece registrato un aumento di richiesta di trattamento con botulino probabilmente per l’impatto psicologico benefico che questo specifico trattamento sembra avere”.

Dopo il lockdown  in UK, ha detto Dalvi Humzah, “si è registrato un calo della chirurgia e un aumento delle così dette “iniezioni” ed in modo particolare del botulino”. Anche qui c’è stato  l’aumento della richiesta  di più trattamenti in un’unica sessione. “Questo approccio combinato mono sessione potrebbe essere un trend per il futuro, in quanto sembra aumentare la soddisfazione e la fidelizzazione dei pazienti” 

Anche in Italia si è registrato un netto aumento delle richieste post lockdown e della combinazione di più trattamenti. La dottoressa Gloria Trocchi sottolinea però l’importanza da parte del medico di gestire e, a volte, “mitigare l’eccessiva richiesta da parte dei pazienti, per garantire sempre un risultato equilibrato e naturale”.

Tutti gli esperti sono concordi nell’affermare che il botulino è il trattamento che più degli altri ha fatto registrare un aumento di richieste post lockdown. Probabilmente il motivo risiede negli ottimi risultati che si ottengono con questo farmaco e nell’azione di miglioramento umorale connesso con la riduzione della contrattura dei muscoli glabellari. Il trattamento con botulino di questi muscoli ha infatti evidenziato la capacità di modulare l’attività amigdalica e di migliorare lo stato dell’umore dei pazienti. Questo spiegherebbe la notevole fidelizzazione dei pazienti nei confronti di questo trattamento.

Anche la combinazione di più trattamenti in un’unica sessione sembra essere un trend condiviso, che in futuro sarà maggiormente utilizzato.  Questo approccio richiede, però,  una maggior esperienza e cura nell’esecuzione delle procedure combinate per garantire sempre ridotti effetti collaterali e risultati naturali. Il ruolo del bravo medico è pertanto fondamentale perché solo lui può modulare adeguatamente la combinazione di trattamenti.