Giovani, gli esperti estetici: “Il botulino non è un gioco, serve educazione alla naturalezza”
Aumentano i trattamenti tra gli under 30, spesso influenzati dai social e dai filtri. Aiteb: “È compito dei medici guidare le nuove generazioni verso scelte consapevoli”
Milano, 19 maggio 2025 – “Riceviamo sempre più richieste da ragazze e ragazzi giovanissimi che chiedono di eliminare le linee d’espressione prima ancora che si formino”.
A dirlo è Giovanni Salti, presidente di Aiteb – Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino, parlando del crescente interesse della Generazione Z verso la medicina estetica e l’uso precoce della tossina botulinica, spesso motivato da modelli estetici filtrati o irraggiungibili.
“La medicina estetica non dovrebbe mai rincorrere le mode – spiega Salti -: è un atto medico, che implica una valutazione clinica, psicologica ed etica. Ai giovani dobbiamo insegnare che la bellezza non si costruisce con l’omologazione, ma con l’equilibrio”.
“Siamo favorevoli ad un dialogo aperto con le nuove generazioni – aggiunge il presidente -, ma serve una maggiore consapevolezza: i trattamenti vanno eseguiti solo se c’è reale indicazione e sempre da professionisti qualificati”.
“L’uso scorretto o prematuro del botulino – conclude Salti – può creare non solo effetti estetici indesiderati, ma anche una dipendenza psicologica dall’immagine. Noi promuoviamo una medicina estetica che aiuti a valorizzare se stessi, non a trasformarsi in qualcun altro”.




