L’Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino prende posizione sul caso di La Spezia

“E’ impossibile entrare nel merito giudiziario di una vicenda tanto complessa senza avere a disposizione tutte le carte anche perché siamo ancora in una fase istruttoria del procedimento per cui anche ipotizzare un rapporto di causa-effetto fra una terapia e il decesso di una persona è sempre sbagliato. Quindi va rispettato e aspettato il lavoro della magistratura e dei periti. Nell’attesa però possiamo dire che la tossina botulinica è un farmaco che si presta anche a questo tipo di terapie, di cui ha approvazione ministeriale, ma deve essere sempre utilizzata bene e sotto specifico e puntuale controllo di centri neurologici o di specialisti in neurologia che abbiamo una specifica preparazione nell’utilizzo di questo medicinale. Perché questo farmaco utilizzato male può dare problematiche anche gravi al pari di qualsiasi altro farmaco.”

Così Pierfrancesco Cirillo chirurgo plastico, consigliere AITEB (Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino), commenta la notizia dei medici indagati a La Spezia per la morte del gallerista Alberto Rolla di 71 anni morto per soffocamento. Rolla era malato di Parkinson ed era stato sottoposto a una terapia che prevedeva anche l’utilizzo di botulino.

“E’ bene poi ricordare – aggiunge Cirillo – che dosaggi elevati possono portare ad una insufficienza respiratoria ma devono essere elevatissimi e lontani dalle dosi che vengono iniettate nelle terapie estetiche. Quando vengono utilizzati dosaggi di botulino molto elevati per curare patologie importanti, il rischio di effetti collaterali è certamente presente. Sta al medico valutare il rapporto rischio-beneficio e per fare queste valutazioni serve avere una preparazione adeguata.”